THE GLENN MILLER STORY

di Anthony Mann
THE GLENN MILLER STORY - LA STORIA DI GLENN MILLER

Informazioni

Nazione: USA

Anno: 1954

Durata: 115'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Glenn Miller ha l’ambizione di affermarsi grazie alla creazione di un nuovo stile di jazz. Per vivere suona il trombone in diverse orchestre finché, giunto a New York, abbandona la carriera di concertista per approfondire gli studi musicali e si sposa con Helen. Sarà quest’ultima a convincerlo a fondare una propria orchestra, con la quale Miller finalmente riuscirà a plasmare il suono nuovo e originale che da anni sta cercando. La sua musica ottiene un successo clamoroso e, scoppiata la seconda guerra mondiale, Miller si reca in Europa a suonare per le truppe.

Regia

Anthony Mann

Anthony Mann

Anthony Mann (San Diego, California, Usa, 1906 - Berlino, Germania, 1967), al secolo Emil Anton Bundmann, dopo essere stato attore e impresario teatrale, nel 1938 fa il suo ingresso nel cinema come collaboratore di David O. Selznick. Dopo aver diretto noir e polizieschi a basso costo, diventa popolare negli anni Cinquanta con alcuni western interpretati da James Stewart. Si dedica quindi ad altri generi con film come La storia di Glenn Miller (1954). Negli anni Sessanta lavora in Europa, realizzando kolossal quali El Cid (1961) e La caduta dell’impero romano (1964).

Filmografia:
The Great Flamarion (La fine della signora Wallace, 1945), T-Men (T-Men contro i fuorilegge, 1947), Raw Deal (Schiavo della furia, 1948), He Walked by Night (Egli camminava nella notte, 1948), The Furies (Le furie, 1950), Devil’s Doorway (Il passo del diavolo, 1950), Winchester ‘73 (1950), The Tall Target (Bersaglio eccellente, 1951), Bend of the River (Là dove scende il fiume, 1952), Thunder Bay (La baia del tuono, 1953), The Naked Spur (Lo sperone nudo, 1953), The Far Country (Terra lontana, 1955), The Man from Laramie (L’uomo di Laramie, 1955), The Last Frontier (L’ultima frontiera, 1955), Man of the West (Dove la terra scotta, 1958), God’s Little Acre (Il piccolo campo, 1958), Cimarron (1960), The Heroes of Telemark (Gli eroi di Telemark, 1965), Dandy in Aspic (Sull’orlo della paura, 1968).

Cast and Credits

regia/director
Anthony Mann
sceneggiatura/screenplay
Valentine Davies, Oscar Brodney
fotografia/cinematography
William Daniels
montaggio/film editing
Russell Schoengarth
scenografia/production design
Bernard Herzbrun, Alexander Golitzen
costumi/costume design
Jay Morley Jr.
musica/music
Joseph Gershenson, Henry Mancini, Glenn Miller
suono/sound
Leslie I. Carey, Joe Lapis
interpreti e personaggi/cast and characters
James Stewart (Glenn Miller), June Allyson (Helen Miller), Charles Drake (Don Haynes), Goerge Tobias (Si Schribman), Louis Amstrong, Gene Krupa
produttore/producer
Aaron Rosenberg
produzione/production
Universal-International

**
contatti/contacts
Park Circus
www.parkcircus.com

Dichiarazione regista

«Ho fatto il film perché volevo drammatizzare una musica. E il film è la ricerca di un nuovo suono. Certo, Jimmy Stewart. Un grande professionista, disciplinato, piacevole. Non ho avuto problemi con lui. Volevamo rendere visibile la musica di Miller. Ho rivisto il film e trovo che sia pieno di nostalgia ed è questo che mi piace».

Sinossi Approfondisci

Glenn Miller ha l’ambizione di affermarsi grazie alla creazione di un nuovo stile di jazz. Per vivere suona il trombone in diverse orchestre finché, giunto a New York, abbandona la carriera di concertista per approfondire gli studi musicali e si sposa con Helen. Sarà quest’ultima a convincerlo a fondare una propria orchestra, con la quale Miller finalmente riuscirà a plasmare il suono nuovo e originale che da anni sta cercando. La sua musica ottiene un successo clamoroso e, scoppiata la seconda guerra mondiale, Miller si reca in Europa a suonare per le truppe.

Regia Tutto sui registi del film

Anthony Mann

Anthony Mann

Anthony Mann (San Diego, California, Usa, 1906 - Berlino, Germania, 1967), al secolo Emil Anton Bundmann, dopo essere stato attore e impresario teatrale, nel 1938 fa il suo ingresso nel cinema come collaboratore di David O. Selznick. Dopo aver diretto noir e polizieschi a basso costo, diventa popolare negli anni Cinquanta con alcuni western interpretati da James Stewart. Si dedica quindi ad altri generi con film come La storia di Glenn Miller (1954). Negli anni Sessanta lavora in Europa, realizzando kolossal quali El Cid (1961) e La caduta dell’impero romano (1964).

Filmografia:
The Great Flamarion (La fine della signora Wallace, 1945), T-Men (T-Men contro i fuorilegge, 1947), Raw Deal (Schiavo della furia, 1948), He Walked by Night (Egli camminava nella notte, 1948), The Furies (Le furie, 1950), Devil’s Doorway (Il passo del diavolo, 1950), Winchester ‘73 (1950), The Tall Target (Bersaglio eccellente, 1951), Bend of the River (Là dove scende il fiume, 1952), Thunder Bay (La baia del tuono, 1953), The Naked Spur (Lo sperone nudo, 1953), The Far Country (Terra lontana, 1955), The Man from Laramie (L’uomo di Laramie, 1955), The Last Frontier (L’ultima frontiera, 1955), Man of the West (Dove la terra scotta, 1958), God’s Little Acre (Il piccolo campo, 1958), Cimarron (1960), The Heroes of Telemark (Gli eroi di Telemark, 1965), Dandy in Aspic (Sull’orlo della paura, 1968).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Anthony Mann
sceneggiatura/screenplay
Valentine Davies, Oscar Brodney
fotografia/cinematography
William Daniels
montaggio/film editing
Russell Schoengarth
scenografia/production design
Bernard Herzbrun, Alexander Golitzen
costumi/costume design
Jay Morley Jr.
musica/music
Joseph Gershenson, Henry Mancini, Glenn Miller
suono/sound
Leslie I. Carey, Joe Lapis
interpreti e personaggi/cast and characters
James Stewart (Glenn Miller), June Allyson (Helen Miller), Charles Drake (Don Haynes), Goerge Tobias (Si Schribman), Louis Amstrong, Gene Krupa
produttore/producer
Aaron Rosenberg
produzione/production
Universal-International

**
contatti/contacts
Park Circus
www.parkcircus.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Ho fatto il film perché volevo drammatizzare una musica. E il film è la ricerca di un nuovo suono. Certo, Jimmy Stewart. Un grande professionista, disciplinato, piacevole. Non ho avuto problemi con lui. Volevamo rendere visibile la musica di Miller. Ho rivisto il film e trovo che sia pieno di nostalgia ed è questo che mi piace».