TAURUNUM BOY

di Jelena Maksimović, Dušan Grubin
TAURUNUM BOY

Informazioni

Nazione: Serbia

Anno: 2018

Durata: 70'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

I ragazzi di Taurunum, come veniva chiamata un tempo Belgrado, dal nome dell’antico avamposto dell’impero romano, sembrano dei duri. Passano il tempo tra luoghi abbandonati, feste e giri in bici. I loro sogni sono semplici, i loro amori non corrisposti. E questa estate li farà entrare nell’età adulta.

Regia

Dušan Grubin

Dušan Grubin

Dušan Grubin si è laureato presso la facoltà di arti drammatiche di Belgrado. Come direttore della fotografia ha lavorato in film selezionati in diversi film nazionali e internazionali. Ha inoltre diretto diversi videclip musicali. Taurunum Boy è il suo primo film da regista.

Filmografia:
Taurunum Boy (doc., 2018, co-regia Jelena Maksimović)

Jelena Maksimović

Jelena Maksimović

Jelena Maksimović ha lavorato come montatrice in film selezionati nei maggiori festival e ha diretto diversi cortometraggi. Insegna alla facoltà di media e comunicazione di Belgrado e lavora come programmatrice al festival The Free Zone, sempre di Belgrado.

Filmografia:
Milling the Lights (cm, 2012), Heavens (cm, 2014), Taurunum Boy (doc., 2018, co-regia Dušan Grubin)

Cast and Credits

regia/directors
Jelena Maksimović, Dušan Grubin
fotografia/cinematography
Dušan Grubin
montaggio/film editing
Jelena Maksimović
musica/music
Smoke Mardeljano, Envélope Cruz, Zmn Omerta
suono/sound
Jakov Munižaba
produttore/producer
Jelena Angelovski

**
contatti/contacts
Jelena Angelovski

Dichiarazione regista

«Volevamo fare un film sul posto in cui siamo cresciuti e sviluppare una sorta di studio sui ragazzini che vi crescono oggi. Abbiamo filmato a Zemun, una zona particolare di Belgrado in cui la cultura delle gang è molto diffusa, in cui è molto forte il legame con la criminalità degli anni Novanta e i valori patriarcali sono profondamente radicati. Per questo essere ragazzi a Zemun non è mai facile. Bisogna nascondere ogni moto di gentilezza e comportarsi sempre da duri. Noi volevamo mostrare l’altro volto di questi ragazzi, un volto nascosto e quasi dimenticato. Abbiamo speso perciò molto tempo a osservare e ad aspettare che si aprissero alla camera, mostrando il loro lato tenero e gentile».

Sinossi Approfondisci

I ragazzi di Taurunum, come veniva chiamata un tempo Belgrado, dal nome dell’antico avamposto dell’impero romano, sembrano dei duri. Passano il tempo tra luoghi abbandonati, feste e giri in bici. I loro sogni sono semplici, i loro amori non corrisposti. E questa estate li farà entrare nell’età adulta.

Regia Tutto sui registi del film

Dušan Grubin

Dušan Grubin

Dušan Grubin si è laureato presso la facoltà di arti drammatiche di Belgrado. Come direttore della fotografia ha lavorato in film selezionati in diversi film nazionali e internazionali. Ha inoltre diretto diversi videclip musicali. Taurunum Boy è il suo primo film da regista.

Filmografia:
Taurunum Boy (doc., 2018, co-regia Jelena Maksimović)

Jelena Maksimović

Jelena Maksimović

Jelena Maksimović ha lavorato come montatrice in film selezionati nei maggiori festival e ha diretto diversi cortometraggi. Insegna alla facoltà di media e comunicazione di Belgrado e lavora come programmatrice al festival The Free Zone, sempre di Belgrado.

Filmografia:
Milling the Lights (cm, 2012), Heavens (cm, 2014), Taurunum Boy (doc., 2018, co-regia Dušan Grubin)

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/directors
Jelena Maksimović, Dušan Grubin
fotografia/cinematography
Dušan Grubin
montaggio/film editing
Jelena Maksimović
musica/music
Smoke Mardeljano, Envélope Cruz, Zmn Omerta
suono/sound
Jakov Munižaba
produttore/producer
Jelena Angelovski

**
contatti/contacts
Jelena Angelovski

Dichiarazione regista Approfondisci

«Volevamo fare un film sul posto in cui siamo cresciuti e sviluppare una sorta di studio sui ragazzini che vi crescono oggi. Abbiamo filmato a Zemun, una zona particolare di Belgrado in cui la cultura delle gang è molto diffusa, in cui è molto forte il legame con la criminalità degli anni Novanta e i valori patriarcali sono profondamente radicati. Per questo essere ragazzi a Zemun non è mai facile. Bisogna nascondere ogni moto di gentilezza e comportarsi sempre da duri. Noi volevamo mostrare l’altro volto di questi ragazzi, un volto nascosto e quasi dimenticato. Abbiamo speso perciò molto tempo a osservare e ad aspettare che si aprissero alla camera, mostrando il loro lato tenero e gentile».